Assegno di inclusione: requisiti e domanda
L’assegno di inclusione (ADI) è una misura di sostegno al reddito per nuclei in condizione di fragilità che rispettano limiti rigorosi su residenza, ISEE, reddito e patrimonio. Se stai valutando se il tuo nucleo può richiederlo, qui trovi requisiti, durata, come presentare domanda e gli obblighi dopo l’accoglimento.
Cos’è l’assegno di inclusione (ADI)
L’assegno di inclusione è una prestazione economica e di accompagnamento per famiglie in difficoltà, in vigore dal 1° gennaio 2024 (DL 48/2023, convertito con L. 85/2023). Non è un sussidio generico: il nucleo deve includere almeno una persona in una situazione che la legge considera prioritaria per l’inclusione sociale e lavorativa.
L’importo mensile dipende da parametri ufficiali non riassumibili in una cifra unica per tutti: conta la composizione del nucleo, il reddito e l’ISEE. Per le prestazioni collegate all’inclusione si usa dal 2026 l’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, con franchigie sulla casa di abitazione più ampie rispetto al passato. La guida sull’ISEE spiega come presentare la DSU e ottenere l’attestazione corretta.
Nella sezione bonus trovi anche l’assegno unico, la NASpI e il bonus sociale bollette: misure diverse, a volte cumulabili solo se rispetti ogni singolo requisito.
Quali nuclei possono chiederlo
Possono accedere i nuclei familiari con almeno un componente che rientra in una di queste categorie:
- persona con disabilità;
- minorenne;
- persona di almeno 60 anni;
- persona in condizione di svantaggio inserita in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari.
Senza almeno uno di questi profili nel nucleo, la domanda di ADI non può essere accolta, anche se il reddito è molto basso.
Requisiti: residenza, ISEE, reddito, patrimonio, beni durevoli
Oltre alla composizione del nucleo, valgono soglie precise.
Residenza: in Italia da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo.
ISEE: non superiore a 10.140 €.
Reddito familiare: deve essere inferiore a 6.500 € annui moltiplicati per la scala di equivalenza ADI, oppure inferiore a 8.190 € moltiplicata per la scala se il nucleo è composto solo da persone di almeno 67 anni, oppure da persone di almeno 67 anni e altri familiari tutti con disabilità grave o non autosufficienza. Se il nucleo vive in affitto, il limite di reddito è inferiore a 10.140 €.
Patrimonio immobiliare (esclusa la casa di abitazione con valore IMU fino a 150.000 €): non superiore a 30.000 €.
Patrimonio mobiliare: non superiore a 6.000 € ( 8.000 € con due componenti, 10.000 € con tre o più), più 1.000 € per ogni figlio a partire dal terzo, più 5.000 € per ogni componente con disabilità e 7.500 € per disabilità grave o non autosufficienza.
Beni durevoli: nessun componente può possedere auto sopra 1.600 cc o moto sopra 250 cc immatricolate per la prima volta nei 36 mesi precedenti, né navi/imbarcazioni da diporto o aerei.
Questi controlli sono stringenti: prima della domanda conviene aggiornare la DSU e verificare che patrimonio e redditi dichiarati corrispondano alla realtà.
Durata, rinnovi e cosa cambia dal 2026
La prestazione ha durata di 18 mesi, rinnovabile per periodi di 12 mesi se persistono i requisiti.
Con la Legge di bilancio 2026 è stata eliminata la sospensione di un mese prima del rinnovo. In fase di rinnovo, la prima mensilità del nuovo periodo è pari al 50% dell’importo ordinario.
Per le novità sulle modalità di rinnovo puoi consultare anche le pagine del Ministero del Lavoro dedicate all’ADI nel 2026.
Come fare domanda: INPS, patronati, CAF, SIISL e patto di attivazione
La domanda si presenta online all’INPS, oppure tramite patronati o CAF.
Dopo l’invio:
- iscrizione alla piattaforma SIISL;
- sottoscrizione del patto di attivazione digitale (PAD);
- colloquio con i servizi sociali entro 120 giorni.
Il percorso non si esaurisce con il clic sulla domanda: il patto di attivazione digitale e il colloquio entro 120 giorni fanno parte dell’inclusione attiva prevista dalla misura. Anche se il reddito da lavoro è molto basso (fino a 3.000 € lordi annui non contano ai fini dell’ADI), le variazioni del nucleo familiare vanno comunicate con una nuova DSU entro un mese.
Pagamento con la Carta ADI e obblighi
L’erogazione avviene sulla Carta ADI, strumento dedicato al pagamento della prestazione.
I redditi da lavoro fino a 3.000 € lordi annui non sono considerati ai fini della prestazione.
In caso di variazione del nucleo familiare (nuovo convivente, separazione, nascita, decesso) devi presentare una nuova DSU entro un mese. Anche senza cambiamenti anagrafici, tieni valido l’ISEE: scadenze e aggiornamenti incidono sul diritto e sull’importo.
Relazione con altre misure
L’ADI non sostituisce l’assegno unico per i figli: se hai minorenni, puoi avere entrambe le prestazioni solo se rispetti i requisiti di ciascuna. Il bonus sociale bollette richiede soglie ISEE diverse (9.796 € o 20.000 € con quattro figli) e si attiva con la DSU, ma non automaticamente solo perché percepisci l’ADI.
Se un componente perde il lavoro, la NASpI può entrare in gioco per il dipendente, mentre l’ADI resta legata al nucleo fragile: sono binari distinti.
Checklist prima della domanda
- Almeno un componente con disabilità, minorenne, over 60 o in programma socio-sanitario.
- Residenza 5 anni (2 continuativi).
- ISEE ≤ 10.140 € e reddito sotto le soglie per la tua situazione (affitto o meno).
- Patrimonio e beni durevoli entro i limiti.
- DSU aggiornata con il modello per l’inclusione.
- Disponibilità a SIISL, PAD e colloquio entro 120 giorni.
L’assegno di inclusione è una delle misure più complesse da richiedere, ma anche una delle più strutturate per accompagnare nuclei fragili verso autonomia e lavoro. Verifica sempre sul sito dell’INPS e del Ministero del Lavoro i dettagli della tua posizione prima di inviare la domanda.
Patrimonio: cosa guardare con attenzione
La soglia sui beni mobili cresce con il numero di componenti e con la presenza di disabilità. La casa di abitazione è esclusa dal patrimonio immobiliare fino a 150.000 € di valore IMU, ma altri immobili entrano nel limite di 30.000 €.
I limiti su auto e moto recenti e su imbarcazioni o aerei colpiscono qualsiasi componente del nucleo: un solo veicolo sopra soglia può escludere l’intera famiglia. Prima di comprare o ricevere in regalo un bene importante, valuta l’effetto sulla domanda in corso.
Rinnovo dal 2026: cosa aspettarsi
Eliminata la sospensione di un mese prima del rinnovo, il passaggio al nuovo periodo di 12 mesi è più lineare, ma la prima rata del rinnovo resta al 50%. Pianifica il budget familiare sapendo che il mese di ripartenza sarà dimezzato rispetto alle rate piene.
Per le novità introdotte dalla Legge di bilancio 2026 sulle modalità di rinnovo puoi leggere le note del Ministero del Lavoro dedicate all’ADI: restano valide le durate base di 18 mesi iniziali e 12 mesi per ogni rinnovo accettato.
Affitto, assegno unico e aggiornamento DSU
Se il nucleo vive in affitto, il tetto di reddito familiare è inferiore a 10.140 € anziché seguire solo la moltiplicazione per la scala di equivalenza ADI. La situazione abitativa indicata nella DSU deve essere coerente con quanto dichiari all’INPS.
Puoi chiedere l’ADI anche se percepisci l’assegno unico per i figli, ma solo se rispetti entrambi i set di requisiti: l’assegno unico riguarda i figli a carico, l’ADI il nucleo con almeno un componente fragile e con limiti propri su ISEE e patrimonio.
Dopo un trasloco o un cambio di convivenza la variazione del nucleo richiede una nuova DSU entro un mese. Anche senza traslochi, l’ISEE per l’inclusione dal 2026 usa franchigie sulla casa di abitazione più ampie e maggiorazioni per i figli: per l’ADI conviene quindi presentare la DSU con il modello previsto dal 2026.
SIISL e inclusione attiva
Dopo la domanda seguono l’iscrizione a SIISL e la sottoscrizione del patto di attivazione digitale, oltre al colloquio con i servizi sociali entro 120 giorni. Questi passaggi accompagnano l’erogazione sulla Carta ADI e fanno parte del percorso previsto dalla legge fin dal 1° gennaio 2024.
Domande frequenti
Da quando esiste l'assegno di inclusione?
L'ADI è in vigore dal 1° gennaio 2024 (DL 48/2023, convertito con L. 85/2023).
Qual è il limite di ISEE?
L'ISEE non deve essere superiore a 10.140 €. Il reddito familiare deve essere inferiore a soglie che dipendono dalla composizione del nucleo e dalla scala di equivalenza ADI, oppure inferiore a 10.140 € se il nucleo vive in affitto.
Quanto dura la prestazione?
La durata è di 18 mesi, rinnovabile per periodi di 12 mesi. Con la Legge di bilancio 2026 è stata eliminata la sospensione di un mese prima del rinnovo; la prima mensilità del rinnovo è pari al 50%.
Come si percepisce l'ADI?
Il pagamento avviene sulla Carta ADI. I redditi da lavoro fino a 3.000 € lordi annui non sono considerati ai fini della prestazione.
Cosa fare se cambia il nucleo familiare?
In caso di variazione del nucleo familiare va presentata una nuova DSU entro un mese.
Fonti
Avvertenza: questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce la consulenza fiscale, legale o finanziaria. Norme, scadenze, importi e condizioni dei prodotti possono cambiare in qualsiasi momento; fanno fede soltanto le informazioni aggiornate degli enti competenti e dell’intermediario. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un patronato, a un commercialista, a un avvocato o a un consulente abilitato.
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